The great Gatsby’s food

Amore travolgente, seppur tragico, e fiumi di Champagne. E poi lui, Leonardo Di Caprio. Come non poteva piacerci The Great Gatsby! Per immergere, quanto meno, la gola in quelle eleganti atmosfere anni ’20 la nostra fantastica cake designer Silvia Zampiero ci ha preparato un Tris di tartufini allo Champagne! Golosi, chic e facili da fare in queste calde giornate estive! Ovviamente, se potete, utilizzate il Moët & Chandon come nel film di Baz Luhrmann! Per le fantastiche creazioni di Silvia cliccate qui: I dolci della Piera!

Ingredienti

  • 300 g di cioccolato fondente
  • 30 g di di burro
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 100 g di panna da cucina
  • 2 cucchiai di Champagne
  • Zucchero, cacao, scaglie dorate per la finitura

Procedimento
Mettere in un pentolino il burro, lo zucchero, la panna e il cioccolato tritato grossolanamente. Far sciogliere gli ingredienti a fuoco medio-basso continuando a mescolare per amalgamare gli ingredienti ed evitare che il composto di bruci.
Quando si è ottenuta una crema omogenea togliere dal fuoco e far raffreddare per 10 minuti. Aggiungere due cucchiai di Champagne al composto raffreddato e mescolare fin quando non sarà incorporato.
Mettere il tutto in frigo per almeno 3 ore.
Quando il composto sarà bello solido toglierlo dal frigo e fare delle palline aiutandosi con due cucchiai e infine velocemente con le mani. Far rotolare le palline nel cacao oppure nello zucchero semolato o nelle scaglie dorate! Rimettere i tartufini per un paio d’ore in frigo e poi servite con una coppa di Champagne guarnita con una fragola!

E se la vostra idea è quella di rievocare l’età dell’oro del jazz, perfetti anche i Cupcake d’oro di Silvia!

Ora eccovi qualche suggerimento per un party Gatsby style che abbiamo scovato nel magico mondo di Etsy!

(Behida Dolic, cobaltblau2013, ThePrancingFox)

(Lollipop allo Champagne di VintageConfections, stonesoupology, WiseApple, dellcovespices). Se non vi basta cercate qui altri suggerimenti per un Gatsby mood!

E non è finita qui. Per chi farà un salto a New York (e se lo potrà permettere), al Plaza Hotel, amato da Francis Scott Fitzgerald ed emblematico luogo nel suo romanzo, c’è la The Fitzgerald Suite: arredi art decò, atmosfere tra il sogno e la realtà, con foto dell’autore e di sua moglie Zelda, le sue opere complete, libri illustrati che evocano estati languide sulla Long Island Gold Coast e la favolosa New York dei ruggenti anni Venti, oltre a cimeli del film con Di Caprio. E in tavola un taste of 1920s: dal Fitzgerald Tea for the Ages nel Palm Court, con, ad esempio, insalata speziata di aragosta e mele locali, salmone affumicato con caviale di storione selvaggio e Sacher all’amarena, al Moët Imperial Gatsby, cocktail speciale ideato dal barman Jim Meehan al The Rose Club & Champagne bar, fino a piatti ispirati al romanzo al The Plaza Food Hall, come la torta con ganache al cioccolato di William Greenberg, gli S’More Macaron di François Payard e il sushi The Daisy. Senza dimenticare i cocktail che evocano l’epoca del proibizionismo, dal Sidecar al The Buchanan.

La vostra Chicca
Jenny Maggioni

Crediti foto: Silvia Zampiero “I dolci della Piera”; tutte le altre foto appartengo agli shop Etsy citati

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The Ramen Girl


Londra è la metropoli europea per eccellenza, dove il motto tutto e subito vale anche per il cibo. Colazione abbondante, con immancabili uova strapazzate, fagioli e salsiccia, un’insalatina o un panino leggero per pranzo e…. la cena? La cena è in effetti l’unico momento in cui ci si può prendere il proprio tempo, gustare il sapore di un piatto (se ancora ce la si fa dopo la capatina di rito al pub dove almeno due Guinness scappano sempre…!) e magari godere della compagnia di qualche affascinante donzello conosciuto in modo improbabile, come solo qui può succedere. Proprio qui vi voglio signorine mie. Mettiamo il caso che vi troviate in uno dei posti più illuminati e colorati di tutta London city: Piccadilly Circus. Diciamo che vi siete concesse un pomeriggio di shopping tra Regent’s e Carnaby street (proprio lì a portata di piede) e diciamo anche che vi siete fermate una decina di minuti ad ammirare i bei figlioli in costume da bagno esposti fuori da Hollister (sul lato sinistro di Regent’s street rispetto a Piccadilly, è una tappa insindacabile, credetemi). Ora vi trovate proprio sotto i cartelloni pubblicitari più famosi del pianeta dopo quelli della Grande Mela e indovinate un po’? Attacca a piovere. E a tirare vento. Stringete forte gli occhi e cercate di rendere ancora più salda la presa sulle scivolose shopping bags (altrimenti dette maledetti sacchetti di plastica), e in tutto ciò udite un vocìo anglofono commentare il tempo in modo fastidiosamente ironico. Vi voltate per vedere chi state per maledire ( e guardatevi bene dal farlo in italiano perché un quarto della popolazione londinese è costituita da nostri connazionali… ) e il vostro sguardo incrocia due occhioni verdi incorniciati da un visino candido ma estremamente attraente. La conversazione parte ma il vento continua a tirare e la pioggia si fa sempre più spessa. La cosa più ganza da farsi?

Portarlo in un posticino che conoscete! Senza aspettare di fare la figura delle turiste sprovvedute, dirigetevi dritte dritte per la strada che, dai cartelloni pubblicitari, va a sinistra. Vedrete un pub in fondo alla via. Si chiama Leicester Arms (che poi è il mio pub di fiducia, ma questa è un’altra storia). Bene. Arrivate al pub prendete la via di destra. Questa è Brewer street. E siete praticamente arrivate, perché il primo ristorante giapponese in cui vi imbatterete sarà Ittenbari, altrimenti detto il più buon ramen che io abbia mai assaggiato sinora. Per chi non lo conoscesse, il ramen è una specialità giapponese che consiste in una montagnola di sinuosi spaghettini sormontata da metà uovo, teneri spinaci e carne, pesce, tofu, o tutto quanto. E la cosa più bella è che tutti questi ingredienti si abbracciano in un brodo caldissimo, l’ideale per fronteggiare il clima avverso di queste parti.

Il posto sembra piccolo, cucina a vista appena entrate e qualche tavolo sparpagliato sul fondo. Ma non temete. C’è un ampio secondo piano, molto più caratteristico e disponibile anche per le prenotazioni. Ma passiamo alle cose importanti. Io consiglio fortemente il ramen “della casa”, l’Ittenbari ramen, in pratica un ramen di carne ma in brodo di pesce, dal spore particolarmente ricco e dalla temperatura estremamente confortante. Se volete andare sul classico, accompagnate questo piatto ad un buon tè verde nipponico, se non potete rinunciare alla birra allora gustatevi un’Asahi Black (l’avevate mi vista in Italia la versione black??) o, se siete coraggiosi, andate su un bel sakè o, ancor meglio su uno Shochu! Se è amore lo dirà il tempo, ma almeno vi siete fatti un cenetta come si deve (e senza spendere una fortuna n.b). Alla prossima chicca londinese!

La vostra Chicca:
Rossana Verdier

Crediti foto: www.menuspring.com

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Mica… male


Ok ci piace la tartaruga! Chicche, calme… intendiamo il pane! Ma che mi dite della michetta! È un istituzione. Se poi a prepararla ci si mette il cuoco Roberto Valbuzzi! Che dire: bello, sano & nostrano! Il panino, ovviamente. Tutto questo per il nuovo locale nato a Milano (Corso di porta Ticinese 50), Mica – Michetteria milanese, tutto dedicato alla famosa michetta! Su Chicche, alzate la mano: chi vuole provare la michetta di Roberto? La ricetta è questa: fesa di maiale al rosa marinata agli aromi, crema di formaggio brie, cipolle caramellate, insalata di punte di asparagi.  Ps: Chicche, potete cercare Roberto anche al Crotto Valtellina, il ristorante dei suoi genitori a Malnate (Va)! Ottimo il menu, testato da Cucina con Vista!

Crediti: Vanity Fair, Roberto Valbuzzi, Milano Food Week

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Gordon Ramsay at Claridge’s Gastrofollie a 5 stelle

Noi ragazze previdenti, quando si tratta di fare la valigia, non trascuriamo mai di aggiungere un bel vestitino e una paio di scarpe all’ultimo grido, “Non si sa mai…”, giusto? Se poi si tratta di venire a Londra vi servo su un piatto d’argento l’occasione per non lasciarli ammuffire fra mutande e maglioni troppo pesanti: Gordon Ramsay at Claridge’s. Lui è il cuoco più amato e odiato della tv internazionale, e il posticino è un modesto ristorante incastonato in un hotel cinque stelle lusso con tanto di usciere dotato di cilindro che vi accoglie sorridente.

Premessa. Si tratta di un posto molto “pettinato”, dunque lo sconsiglio fortemente alle coppiette che festeggiano anniversari inferiori ai due anni e alle coppie già collaudate che vogliano affrontare i reciproci genitori: avete cose più importanti di una calza rotta o del perfetto bon ton di cui preoccuparvi. Il perfetto partner per questa avventura culinaria è la vostra migliore amica. O, perché no, anche la mamma, come ho fatto io in occasione del mio compleanno.

Diciamo subito una cosa importante: le sedie sono poltroncine scandalosamente comode. E sappiamo tutti che la comodità è primaria quando si tratta di degustare a mente lucida.  Chiedo la carta dei vini. Shock. La carta è un iPad. Ci buttiamo su un buon bianco francese e mi reco in toilette. Perdonatemi, ma devo spendere una parola anche su queste. Donne di ogni età, mi rivolgo a voi. Quante volte vi siete dovute districare in modo innaturale tra lavandini troppo larghi, gente in coda per lavarsi le mani e specchi logorati dal tempo solo per sistemare una sola, infima, maledetta sbavatura di mascara? Qui il problema non si pone. Una fila di specchi lucidi, tavolini e poltroncine ben allineate non attendono altro che i vostri trucchi. In questo modo non solo non dovrete penare per capire che faccia avete, ma potrete farvene una completamente nuova, in tutta calma.

Ma veniamo alla parte più interessante: il cibo. Mi tuffo su una terrina di salmone con granchio della Cornovaglia e rafano, mentre mamma si butta su una sofisticata triglia con foie gras, broccoli e mela. Il tutto accompagnato da pane fatto in casa e burro semi salato a nostra disposizione. Tralasciando il mio amore sconfinato per il burro (sicuramente dovuto alla metà francese del mio dna), devo dare una preziosa informazione a tutte le chicche celiache: quello di Gordon è stato premiato da ambedue come il miglior pane tostato gluten-free di Londra. E se questa notizia vi ha stuzzicato, aspettate che arrivi il dessert!

Ma prima i piatti principali. Per me sempre pesce: rana pescatrice saltata in padella con sedanorapa, aragosta, lenticchie brasate e Madeira. Devo ammettere che forse la rana pescatrice era leggermente troppo cotta, ma io sono pignola, e, per di più l’aragosta e le lenticchie che si scioglievano in bocca mi hanno conquistato il cuore.  L’altro piatto che ho avuto il piacere d’assaggiare è stato invece petto d’anatra e coscia confit, patate novelle, purea di carote e, chiaramente, foie gras. Devo dire, eccellente. La coscia d’anatra cotta nel suo grasso era tenerissima e il foie gras di eccellente qualità. Francese 100% e dolce esattamente come dovrebbe.

E a proposito di dolce arriviamo alla mia parte preferita. Il dessert. Per chi, come me, ama smodatamente il cioccolato non può esserci che una scelta: il fondant di cioccolato freddo con ciliegie flambé. Non vi dico che peccaminosa delizia, con quella punta alcolica che non guasta mai costituita da un bicchiere di Coteaux du Layon Saint Lambert, Domaine Ogereau. Altrimenti detto vino dolce francese. Ma vi avevo promesso una sorpresa. Ed eccola: soufflé di albicocche con gelato al cioccolato bianco. Con innocenza vi verrà posto di fronte. Con un colpo svelto di coltellino il cameriere bucherà il soufflé e vi adagerà un pallina di gelato che inizierà pian piano a sciogliersi, inondando di fresca gioia la succulenta massa calda. La parte più bella? Tutto di farina di patate. Di glutine manco l’ombra!

Cioccolatino di rappresentanza per addolcire il conto (alla fine nemmeno troppo sopra le righe, vino escluso si spendono 190 pound circa in due, fate i conti in euro) e di nuovo bagno. Unico dettaglio inquietante? Ogni volta che ti alzerai per andare in bagno, al ritorno ci sarà qualcuno che accompagnerà la sedia mentre ti farà accomodare e qualcun altro che avrà già sapientemente ripiegato il tovagliolo da te sconsideratamente abbandonato sul tavolo secondo criteri di ordine sparso. Il voto complessivo? Un bell’otto pieno, reso dieci dai sorrisi e dalla gentilezza di tutto lo staff e chiaramente dall’ottima compagnia. Non ve la sentite di fare una gastrofollia? Non preoccupatevi, ho in saccoccia ristorantini più budget. Vi piace il libanese?

La vostra Chicca
Rossana Verdier

Gordon Ramsay at Claridge’s
Brook Street, London W1K 4HR, Uk
Tel +44 20 7499 0099
www.gordonramsay.com/claridges/

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Pub & cakes

Londra è sempre Londra! Seguite la nostra Rossana alla scoperta della City: dai ristorantini in, perfetti per un appuntamento, alle pasticcerie dove, tra tè e cupcake, chiacchierare con le amiche dell’ultima conquista o dei commessi di Abercrombie. Ma non solo! Inseguendo il suo lato rock, Rossana ci svelerà la sua “Guida Verdier”: i pub più cool dove incontrare musicisti gourmet!

Care chicche, da apprendista londinese quale ancora sono non posso perdonarmi una cosa: aver trascurato il ritobritish” più goloso che ci sia! Avete capito tutte che mi sto riferendo al tè delle cinque, appuntamento irrinunciabile per chiunque voglia festeggiare l’imbrunire con un bel dolcetto.

Sicuramente l’offerta è ampia, ma due posticini in particolare hanno colpito le mie papille. Il primo è centralissimo, al 36 di Monmouth street, niente popò di meno che a Covent Garden. Immaginatevi piacevolmente spossate da una giornata di shopping e con un lieve languorino… poi a un certo punto il vostro sguardo cade su un’insegna dai colori pastello, vi avvicinate alla vetrina e scoprite cupcakes e torte che nemmeno le vostre più peccaminose fantasie culinarie avrebbero potuto generare. Un paio di esempi? Una torta al cioccolato a tre strati decorata con orsetti gommosi, assolutamente perfetta per fare un salto nell’infanzia e sentirsi dieteticamente in colpa per almeno una settimana. Oppure il meraviglioso e classico cupcake red velvet: rosso come la passione e coperto da una crema burrosa al formaggio. E ancora il caramel cupcake, un trionfo zuccheroso completato da una graziosa caramellina gommosa a forma d’uovo. Ma, volete sapere qual è il mio preferito? Il cupcake Oreo! Ve li ricordate quei gustosi biscottini al cacao con la crema alla vaniglia di cui uno tira l’altro più delle ciliegie? Eccoveli serviti a portata di forchetta in forma di tortino al cioccolato vestito di crema al burro e vaniglia, mini Oreo e qualche brillantino che non guasta mai. Ovviamente il tutto innaffiato di tè, che non può altri che essere English breakfast!

Se invece vi trovate nella zona di Hampstead (nord di Londra) un nome su tutti è Louis Patisserie, che, a dispetto del nome francese, è specializzato in dolci tipici ungheresi. Certo non mancano crostatine alle fragole tanto belle quanto buone, spumose meringhe e cioccolatini a profusione, ma il re dei dolci qui è indiscutibilmente il Dobos cake. Cos’è? Semplicemente cinque strati di leggero pan di spagna, alternati a crema al cioccolato e burro, il tutto ricoperto di caramello…! E non pensate che sia pesante: fluttua nella vostra bocca senza quasi che ve ne accorgiate e vi fa sprofondare in un mondo da sogno. La location sicuramente aiuta. A parte il fatto che la zona stessa di Hampstead ha ospitato scene di film quali Notting Hill e Quattro matrimoni e un funerale (Dobos cake e Hugh Grant, coppia perfetta!), il negozio in sé ha un che di vintage che lo rende estremamente affascinate. Intimo e riparato, offre posto a una manciata di persone che, comodamente sedute sui divanetti a muro, possono scoprire i piaceri della pasticceria magiara (una vera e propria rivelazione per me) e riscaldarsi stomaco e cuore con un bel tè nero servito con latte, acqua e zollette di zucchero (che secondo me dovremmo riscoprire, un po’ vecchio stile e ottime da sgranocchiare nei momenti no).

Ma alle cinque c’è un’altra bevanda ambrata che va molto forte da queste parti: la birra. Quindi, se non siete troppo stanche e avete voglia di rinfrescarvi la gola, ho un due di pub da consigliarvi e sono proprio i miei preferiti. Il primo è adatto alle chicche che hanno timpani d’acciaio e cuore di metallo: sto parlando dell’Intrepid fox, popolarissimo fra tutti gli amanti di metal e hard rock. Non solo offre la possibilità di bere una sana pinta di Guinness (e sì, quello che dicono è verissimo, ha un gusto molto diverso rispetto a quella che si trova in Italia) ascoltando Slipkont, Slayer ed AC/DC ma anche di vedere band live nel weekend, con un piano interamente dedicato ai concerti! E la parte che preferisco di questo pub, subito dopo la musica e la birra, è l’arredamento. Le pareti sono ricoperte di tatuaggi, letteralmente, tatuaggi dipinti sulle pareti alternati a locandine vecchie e nuove di film horror o gruppi musicali, poltroncine e panche da Oktoberfest a distanza di cinque passi, una bara nell’angolino e una testa composta d’ingranaggi proprio sul bancone. E finte ragnatele ovunque. Come fosse sempre Halloween. Assolutamente da visitare.

Se invece vi sentite più in vena di fare una chiacchierata, o magari avete un appuntamento galante vi consiglio assolutamente l’Angel pub, a pochi metri dall’Intrepid Fox ma diametralmente diverso. Questo pub, infatti, non solo ha birre rigorosamente Sam Smith (quindi nientemeno che gallesi), ma è anche ricavato da una dimora vittoriana, di cui conserva ancora alcuni accessori come una stufa in ghisa, un mobiletto da toeletta e ovviamente dei camini. Costituito da tanti piccoli salotti con divani e poltrone, l’Angel pub è il posto perfetto per concedersi un momento di relax (un momento anche molto lungo data la comodità dei divani) come a casa propria… Ovviamente a un certo punto vi verrà anche un certo appetito. E quali sono i ristoranti più particolari e gustosi in zona? Beh, ve lo svelerò nella prossima puntata!

La vostra Chicca
Rossana Verdier



Photo Credits:
www.pennydreadfulvintage.com, www.fancyapint.com

CANDY CAKES
36 Monmouth
Street 
Covent Garden
London WC2H 9HB
Tel 020 7497 8979
Mon-Fri 9 a.m. 7 p.m.
Saturday 9 a.m. 8 p.m.
Sunday 10 a.m. 6 p.m.
www.candycakes.com

LOUIS PATISSERIE
32 Heath St London
Greater London
NW3 6 TE
Tel +44 20 7435 9908

THE INTREPID FOX
15 St Giles High St London
Borough of Camden
London WC2H

THE ANGEL
61- 62 St Giles High Street
Covent Garden
London WC2H 8LH
Tel: 020 7240 2876

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Food lovers

Oggi vogliamo dare alcuni suggerimenti piccanti per le nostre amiche Chicche “abbandonate” dai compagni per la partita! Di certo, libere, potreste godere finalmente della vostra cucina e sperimentare qualche nuova ricetta… ma poi, una volta tornato, ne gioverebbe anche il vostro partner! E allora? E allora, sì a qualcosa di piccante e che abbia a che fare con la vostra passione culinaria… ma che sia un “peccato di gola” solo per voi! Ecco alcuni divertenti sex toy per foodie!

Donut
Una ciambella… senza calorie!
Info: www.zini.kr

Cupcake
Quando si dice dolci tentazioni! Nato da un’idea dalla designer londinese Shiri Zinn, questo sex toy è piccolo, colorato, divertente e con un packaging dal sapore retrò e accattivante! Perfetto per chi si sente una burrosa pin up!
Info: www.shirizinn.com

iScream
L’estate si avvicina. Altro che prova costume, noi vi suggeriamo di cominciare a pensare ai gelati. Per evitare di mangiarne troppi, però, ve ne consigliamo uno particolare… il sex toy iScream!
Info: www.love-to-love.com

Tutti Frutti
Le fragole, si sa, c’entrano sempre con il piacere!
Info: www.love-to-love.com

Chateau Blanc
Per le “amanti” del vino ecco un curioso sex toy!
Si compra qui!


Oh Yes!
E se quella canzone avesse ragione? L’unico frutto dell’amore…
Info: www.love-to-love.com

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San Valentino hot&handmade

San Valentino si avvicina e noi Chicche non possiamo non festeggiarlo in grande stile. Così, folgorate dal favoloso mondo di Etsy, abbiamo selezionato un sacco di meravigliosi oggetti da acquistare con un click per aggiungere un pizzico di dolcezza, necessario nella festa degli innamorati e d’obbligo tutti i giorni.

Attenzione, però, Etsy crea dipendenza! Per non spendere tutto lo stipendio in una volta che ne dite di girare qualche link al vostro amore? A buon intenditor poche parole! Fateci sapere come è andata!

Intanto, step by step ecco le nostre tappe per una serata di San Valentino speciale, rigorosamente homemade.

Home Sweet Home
Step 1: rendere la casa un nido d’amore, ovviamente in stile Cucina con vista! Per il divano, quindi, per essere subito esplicite, scegliete i cuscini “Let’s Get Naked” e “Have More Sex” di SewEnglish. Non dimenticate anche di vestire le pareti con romanticissimi messaggi: che ne dite di “You Are My Hotpot” by ohdearmolly?! Per la cucina di una vera foodie ecco il lampadario fatto con vasetti delle conserve, naturalmente a forma di cuore di BootsNGus! E, infine, tocco romanticissimo in camera con il mobile di It’s Time To Dream!

Dolci tentazioni
Step 2: puntare tutto su una mise en place a tema e su dolci squisitezze per stimolate tutti gli appetiti. Da perfette “Home sweet girl” e hot pin up (avete presente Bar Rafaeli nella nuova collezione di biancheria intima Passionata?!) evochiamo un mondo giocoso fatto di torte alla fragola e elettrodomestici rosa: noi abbiamo scelto la scritta per torte “Love me do” di MissSarahCake e le cannucce di LittleRetreats. E per il palato: i lecca-lecca a cuore di sophiavictoriajoy; i marshmallows a forma di cuore di ZukrBoutique, fatti con i lamponi biologici di una fattoria scozzese; stessa forma, of course, anche per le tradizionali caramelle scozzesi di PhilRao e come elegante peccato di gola finale i cioccolatini di ZukrBoutique, alla fragola e aromatizzati allo Champagne!


Bagni afrodisiaci
Step 3: preparatevi per la serata concedendovi un bagno che vi lascerà profumate come un bignè e non vi servirà la scritta “Eat me” dei biscottini di Alice. Da souldeepskin, Esty shop di cosmetici eco friendly e naturali abbiamo scelto lo scrub Madagascar Vanilla al caffè + zucchero, il paradisiaco sapone da bagno al cocco e il balsamo labbra al miele e limone!

Look: Domestic Dame!
Infine, care Chicche, un consiglio su come presentarsi ai fornelli: i completini di TheDomesticDame e la spilla “I’m a perfect housewife hahahahaa” di madamaRobe!

La vostra Chicca
Jenny Maggioni

Crediti foto: Le foto appartengono agli shop Esty citati: SewEnglishohdearmollyBootsNGusIt’s Time To DreamMissSarahCakeLittleRetreatssophiavictoriajoyZukrBoutiquePhilRaosouldeepskin, TheDomesticDame,  madamaRobe

 

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Le COCCOle di Natale piccanti di Miss CookMe

Pare che le renne di Babbo Natale quest’anno stiano scioperando. Lamentano mancanza di coccole. Chi può aiutarle? Babbo chiama in missione segreta Miss CookMe, la fatina del Gusto che abbiamo già avuto occasione di incontrare. Sì, perché le coccole di Miss CookMe sono addirittura piccanti e al cioccolato!

Dopo Roma e Ascoli è arrivata in Lapponia, da dove presenterà la sua nuova video ricetta formato tessera! Questa volta una sorpresa, un ingrediente segreto: lo chef di Alice e Arturotv Mattia Poggi!

Abbiamo intervistato Cristina De Lucia, in arte Miss CookMe, alla vigilia dell’uscita del nuovo video.

Come mai stavolta ti accompagni a uno chef bello, simpatico e frizzante come Mattia Poggi?
Miss CookMe è una furbona, e ha gusto. Le piace mangiare, assaporare, gustare… ma è fondamentalmente una pasticciona. Cosa c’è di meglio di un amico chef???

Ha accetto subito il tuo invito in cabina?
Gli ho inviato una mail scrivendogli: “Ciao Mattia, ti lancio una polpetta.”. L’ha afferrata subito al volo con molto entusiasmo. Colgo l’occasione per ringraziarlo, è stato davvero piacevole lavorare insieme.

Ma riuscivate a entrare entrambi nella cabina e… cucinare?
Fortunatamente io stessa sono in versione formato tessera. A parte qualche minuto per capire dove incastrare una gamba e un braccio per rientrare entrambi nell’inquadratura, è stato facile. Ma soprattutto divertente.

Ma come e quando nasce il progetto?
Un anno fa circa, da un sogno e da un incontro. Miss CookMe personaggio era già nato (con la mia linea di ricette da indossare e lo spettacolo teatrale Il Matrimonio dei Sensi. Una notte la sognai mentre preparava un’omelette in una cabina per fototessere. Da lì ho sviluppato l’idea scegliendo piatti del posto e trasformandoli in versione “formato tessera” , in perfetto stile finger food. Mancava chi mi avrebbe aiutata a “trasformare il sogno in realtà”, anzi… in un web/format.

E lì hai incontrato il musicista e video maker Dafni Scotese, giusto?
Sì, ho conosciuto Dafni a una festa romana. Tra un drink e l’altro gli parlai del progetto. Due giorni dopo riempimmo di paillettes e boa colorati una cabina per fototessere nella zona di Ponte Milvio. Ci siamo divertiti un sacco. Se opportunamente riconosciuti, la vita ti fornisce i momenti in cui stringere la mano a persone di cui hai bisogno. Il progetto ha così preso finalmente vita. Ci capiamo al volo, siamo assolutamente complementari. Sapete quando ho capito che era il food video maker perfetto per Miss CookMe? Quando una notte l’ho visto con i miei occhi alzarsi dal letto, entrare in cucina e sgranocchiare un pacco formato famiglia di patatine: il tutto ad occhi chiusi. Poi è tornato a letto. La mattina dopo non ricordava nulla. Ho riso per due giorni.

Ma non avete paura che qualche vigile vi multi?
Non abbiamo mai avuto problemi del genere. In ogni caso, due settimane dopo la messa on line del video di Roma siamo stati contattati da Alessandro Lama, direttore marketing della Dedem automatica srl , azienda leader nella produzione di cabine per fototessere. Ci hanno accordato la  loro completa disponibilità per l’utilizzo delle loro cabine su tutto il territorio nazionale. Io comunque continuo ad allenarmi nella corsa su tacchi, non si sa mai.

Il vostro progetto è autoprodotto?
Sì, a parte qualche  eccezione. Come nel caso del video di Ascoli.  Mi contattò Barbara Bruni, la titolare del negozio B come Baccalà di Ascoli Piceno. Proprio di fronte al suo negozio c’è una cabina per fototessere. Barbara ci invitato e ci ospitato nella sua meravigliosa casa immersa nel verde.  È stato un fine settimana davvero speciale.


Dove possiamo vedere tutti i tuoi video?
Sul canale YouTube di Miss CookMe o sul sito www.misscookme.com, nella sezione “Video”. Colgo l’occasione per ringraziare la TTK produzioni srl,per averci messo a disposizione l’attrezzatura audio video e il fonico Mirko Gallico, per il suo fondamentale supporto. Piano piano la tavolata di Miss CookMe si sta allargando!

Progetti futuri?
Tante nuove, gustosissime ricette. State attenti quando passate davanti ad una cabina per fototessere, potreste beccarmi intenta a pasticciare nuovi ingredienti!

 

La vostra Chicca
Jenny Maggioni

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Massaie moderne alla ricerca di uomini d’altri tempi!

Argento, oro, diamanti e platino. Una volta erano in tanti ad arrivarci. Stiamo parlando naturalmente delle nozze! Ma come facevano i nostri nonni a rimanere “felici e contenti” per tutta la vita? Spulciando tra i proverbi, un must dei nonni, ci siamo immediatamente ricordati del famosissimo detto “prendere un uomo per la gola”. D’accordo! Ma allora come mai nel boom foodie degli ultimi tempi le coppie scoppiano dopo 15 anni?!

Poi lampo di genio! Forse il segreto è cucinare come i nostri nonni! E trasformarci in Massaie Moderne! Come? Seguite la geniale Samanta Cornaviera che, grazie all’archivio de La Cucina Italiana, sta riportando in vita un meraviglioso piccolo mondo antico fatto di ricette e di gusto.

Quindi proviamo il Timballo di pollo alla Marconi, la focaccia dell’atleta e il boccone della crocerossina e vediamo l’effetto che fa su compagni-fidanzati-mariti-amanti! E per imparare tutti gli attualissimi trucchi del passato seguite Radio Massaia e i PoTcast, pillole audio per cucinieri impenitenti: i consigli di ieri per le massaie di oggi direttamente dall’archivio della Cucina italiana!

Funzionerà questa volta per vivere felici e FONDENTI? Noi siamo certe di sì! Infondo già allora la moglie del direttore della Cucina Italiana, la signora Delia insegnava che la cucina, nella vita di una donna, deve avere la stessa importanza del salotto e del guardaroba! E a buon intenditor poche parole…

La vostra Chicca
Jenny Maggioni

Crediti:  www.massaiemoderne.it

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Il Mangiadischi per foodie-groupie

Se non avessi trovato il mio musicista perfetto per fidanzarmici, probabilmente avrei ripiegato su un cuoco! Noi ve l’avevamo detto: in cucina serve la colonna sonora giusta: le note perfette da ascoltare mentre si spadella (possibilmente in due) e si progetta il dopo cena! Una sorta di “l’attesa del piacere è essa stessa piacere” in perfetto spot Campari! Ed ecco qui a unire le nostre due passioni Il Mangiadischi, progetto gastro-musicale, che tra poco allieterà i nostri occhi, gusto e orecchie.

Il format perfetto da vedere con le amiche foodie “quelle che il fascino del musicista…” ma anche da condividere con il fidanzato-marito-amante che non sopporta i soliti noiosi programmi di ricette in tv ma che va pazzo per tutti i generi musicali (e a cui piace mangiare). Perché a Il Mangiadischi passa bella gente che tra lo chef e il musicista della puntata ne combinerà e dirà di cotte e di crude!

Per le amiche foodie-groupie (vedi sopra!) i primi tre musicisti presenti saranno: Dargen D’amico, Alioscia Bisceglia dei Casino Royale e Andrea Appino degli Zen Circus. E ai piatti (quelli veri): Marianna Vitale, del ristorante “Sud” (Napoli), Fabio Pisani e Alessandro Negrini, de “Il Luogo di Aimo e Nadia” (Milano) e MathiasPerdomo, de “Il Pont de Ferr” (Milano). I temi sono golosissimi: Meridione Gastromusicale, Il potere del Vinile e Selvaggi on the Road! Direttore d’orchestra e maitre di sala l’eclettico Carlo Spinelli, alias Doctor Gourmeta (tra le mille cose, firma “piccante” di Playboy!). E una chicca in più: tra i protagonisti anche la nostra adorata Miss CookMe con i suoi fantastici grembiulini Sex, food and rock and roll!

La vostra Chicca
Jenny Maggioni

Crediti:  Il MangiaDischi

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